Margot Wallström si dimette per dedicarsi alla famiglia

L'addio di Margot Wallström alla politica mette in grande difficoltà la socialdemocrazia svedese

0
223

Margot Wallström, Ministro degli Esteri svedese, ha annunciato la sua decisione di dimettersi dalla prestigiosa carica. Una risoluzione dovuta alla voglia di dedicarsi maggiormente alla famiglia. La sua decisione ha provocato un notevole choc nella sinistra nordica, proprio per il prestigio della Wallström.

Margot Wallström: chi è l’ex ministro degli Esteri svedese

Margot Wallström è una figura di grande rilievo per la socialdemocrazia svedese. E’ infatti considerata la vera e propria erede di Olof Palme e come tale si è mossa nel corso della sua carriera politica. Proprio le sue ambizioni, però hanno provocato non poco fastidio all’interno del suo stesso partito, Sap. Il partito socialdemocratico svedese, infatti, ha spesso ostacolato le ambizioni personali di Margot Wallström. Un comportamento che secondo alcuni osservatori sarebbe alla base della sua decisione.

Margot Wallström: diritti umani ed europeismo

Margot Wallström si è fatta notare nel corso degli ultimi anni soprattutto per il suo europeismo e l’attenzione ai diritti umani. Dopo aver rivestito il ruolo di commissario europeo ha assunto la guida degli Esteri nel suo Paese, facendosi notare soprattutto per l’avversione a Putin. Anche l’Arabia Saudita, però, ha trovato in lei una decisa avversaria. Quando il Paese mediorientale ordinò un ingente quantitativo di armi alle industrie belliche svedesi, proprio la Wallström pose il veto, facendo sfumare l’affare. Il tutto cercando comunque di fare in modo da preservare il cosiddetto modello svedese, fondato su welfare, competizione capitalistica e accoglienza dei migranti.

Margot Wallström: il suo addio è un duro colpo per la socialdemocrazia svedese

Proprio il diffuso prestigio di cui gode Margot Wallström, non solo in patria, ma anche all’estero, rende il suo addio un duro colpo per la socialdemocrazia svedese. Il suo ormai ex partito, infatti, deve fare i conti con le proteste provocate da un modello di integrazione che sta mostrando notevoli limiti. Se la Wallström poteva spendere il suo peso in favore delle politiche di accoglienza, gli altri pezzi da novanta della Sap non sembrano avere un prestigio analogo.  

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here