In Argentina torna ad aleggiare lo spettro del default

Le ricette imposte dal FMI spingono di nuovo il Paese verso il baratro e alla fuga dalla moneta locale

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L’Argentina è di nuovo in grave difficoltà economica, come testimoniato dal default tecnico annunciato da S&P Global Ratings. Decisione motivata dal mancato pagamento dei titoli pubblici da parte del governo di Buenos Aires, per un totale di 110 miliardi.

Argentina: i limiti al mercato dei cambi

Altro pessimo segnale per l’economia dell’Argentina è la decisione di porre precisi limiti al mercato dei cambi. In questo caso il provvedimento è stato reso necessario dal crollo del peso nei confronti del dollaro, che ha spinto molte persone a fuggire dalla moneta locale. Per effetto di queste decisioni, le persone fisiche non potranno trasferire più di 10mila dollari all’estero senza autorizzazione. Inoltre le imprese che esportano dovranno cambiare i dollari in pesos entro 5 giorni dalla vendita del prodotto.

Argentina: le ricette del FMI non funzionano

Anche in Argentina, il grande imputato per quanto sta accadendo è il FMI. Per accordare 56 miliardi di dollari al governo bairense sono infatti state imposte riforme in senso liberista che non hanno funzionato. Il cosiddetto Washington Consensus (austerità di bilancio, privatizzazioni, liberalizzazione del movimento di capitali e di merci) ha mostrato ancora una volta la corda e ora lo spettro del default torna ad incombere. Tanto da spingere molti argentini a rivolgersi al Bitcoin in qualità di bene rifugio.

Argentina: per Macrì si annuncia una dura sconfitta

L’avvitarsi dell’Argentina in una nuova crisi, ha naturalmente effetti di non poco conto sulla situazione politica. Nelle recenti elezioni primarie, infatti, il presidente uscente Mauricio Macrì è stato sonoramente sconfitto, prendendo appena il 32% dei voti. A surclassarlo è stato il fronte guidato da Alberto Fernández e Cristina Fernández de Kirchner, che ha riportato il 47%. Una vittoria a valanga che pone una seria ipoteca per le prossime presidenziali. L’Argentina ha dimostrato la sua stanchezza di fronte a ricette che hanno ormai largamente dimostrato di non funzionare e si appresta a voltare pagina.  

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